Astrofisica
“L’astronomia ci ha insegnato che non siamo il centro dell’universo, come si è pensato a lungo e come qualcuno ci vuol far pensare anche oggi. Siamo solo un minuscolo pianeta attorno a una stella molto comune. Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell’evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri.” (M. Hack)

Premessa

L’astronomia è probabilmente la più antica delle scienze naturali, la sua nascita si perde nell’alba dei tempi ed è antica quanto l’origine dell’uomo.
Fin dai tempi antichi gli uomini hanno appreso molti dati sull’universo semplicemente osservando il cielo: si servirono cioè della propria vista o di qualche strumento per calcolare la posizione degli astri.
Con l’invenzione del telescopio gli uomini riuscirono ad indagare più a fondo sulle dinamiche celesti, aprendo finalmente una finestra sull’universo e sulle sue regole.
Nacque così l’astrofisica, una disciplina collocabile a metà strada fra l’astronomia e la fisica, che si occupa dello studio delle proprietà fisiche, ovvero di tutti i fenomeni, della materia celeste.

Le donne in Astrofisica

Ipazia d’Alessandria è per noi il nome più antico legato alle scoperti di tipo astronomico: vissuta ad Alessandria d’Egitto nel IV secolo d.C., la scienziata ebbe il merito di aver costruito l’astrolabio piatto, con cui è possibile localizzare la posizione del Sole, delle stelle e dei pianeti, e fu probabilmente una dei primi studiosi ad aver intuito che i pianeti descrivono, nel loro moto, orbite ellittiche.
L’accesso delle donne allo studio dell’astrofisica fu per lungo tempo ostacolato e bisogna attendere il XX e il XXI secolo per vedere comparire nomi di importanti scienziate: in Italia, fondamentale fu la figura di Margherita Hack, che attraversò tutto il ‘900, e fu la prima donna a dirigere un Osservatorio astronomico, quello di Trieste, e la prima ad aver fatto della divulgazione scientifica uno degli aspetti fondanti della sua carriera. È grazie alla Hack che molte, moltissime, giovani si sono avvicinate con entusiasmo allo studio dell’astrofisica.
Ancora oggi alcune importanti figure femminili si distinguono per il loro contributo in questo settore della scienza: tra esse Fabiola Gianotti, che ha guidato il gruppo del Cern di Ginevra che ha scoperto il bosone di Higgs, e Lucia Votano, che fa parte del Peer Review Committee per la fisica delle astro particelle (ApPEC).
Va inoltre ricordata la prima astronauta italiana a essere stata selezionata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA): Samantha Cristoforetti. La giovane astronauta il 30 novembre 2014 prende parte attiva alla missione che la vede impegnata per circa 6 mesi sulla navicella spaziale Soyuz, diventando così di fatto la prima astronauta italiana a volare nello spazio.