Medioevo
“La donna è fisicamente e spiritualmente inferiore e la sua inferiorità risulta dall’elemento fisico, più precisamente dalla sua sovrabbondanza di umidità e dalla sua temperatura più bassa. Essa è addirittura un errore di natura, una sorta di maschio mutilato, sbagliato, mal riuscito” (San Tommaso d’Aquino)

Premessa

Per comprendere il ruolo femminile in epoca medievale, occorre fare riferimento alla bibliografia e all’iconografia prodotte dal pensiero maschile dominante, eliminando i numerosi luoghi comuni che si sono stratificati nel corso del tempo. Sicuramente la condizione della donna in epoca medievale era fortemente condizionata dal dominio dei chierici e da un clima religioso destinato a diventare particolarmente rigido. È infatti con il dominio del Cristianesimo che la condizione della donna peggiora: le viene imposta una vera  e propria sottomissione all’uomo, nonostante ne venga sempre sottolineato il fondamentale ruolo nell’ambito domestico e in quello educativo.

Il contesto generale

De Mulieribus ClarisIn epoca medievale, all’interno della scala gerarchica sociale, la donna non era collocata in un nessun posto specifico: la struttura sociale era costituita da cavalieri, chierici, contadini e a nessuna di queste categorie si può ascrivere la presenza femminile. Si assistette pertanto ad una generale condizione di sudditanza della donna che, prima del matrimonio, era sottomessa al padre e, una volta sposata, doveva sottostare alla volontà del marito.
La vita pubblica delle donne era pressoché limitata: esse non potevano esprimersi in pubblico tanto che, anche nelle cause legali, dovevano farsi rappresentare da un uomo, che doveva essere il parente maschio più vicino; non potevano scegliere chi sposare, né se potevano sposarsi, cosicché molte erano costrette ad una vita di clausura nei conventi; non avevano accesso ai più alti gradi di istruzione.

Le donne delle classi elevate e le donne delle classi povere

Non si può fornire un quadro generale della condizione della donna nel Medievo, prescindendo dalla distinzione fra le classi più elevate e quelle più povere.
Ai tempi del Feudalesimo la regina era incoronata, se necessario, come se si trattasse di un re: l’uomo e la donna erano, in questo caso, su un piano di parità, anche se tale condizione si modificò già a partire dalla Guerra dei Cent’anni per mutare radicalmente nel XVII secolo.
Dona medico nel MedioevoDurante il Medioevo furono però sempre le donne delle classi sociali più abbienti a godere di maggiori benefici: pur essendo sempre sottoposte all’autorità maschile, molte ebbero la possibilità di intraprendere gli studi e di ottenere posti d’eccellenza in ambito accademico. In particolar modo fu la medicina l’ambito in cui le donne poterono manifestare appieno le proprie capacità: spesso gli uomini erano impegnati in guerra e fu alla figura femminile che venne affidato il compito di medichessa, come nel caso di Trotula de’ Ruggiero.
Importante fu inoltre il ruolo delle badesse nei conventi, in quanto depositarie di conoscenze ignote al mondo laico e di saperi destinati a rimanere chiusi tra le pareti dei monasteri di clausura: esse divennero il fulcro economico di numerosi paesi e villaggi di epoca medievale.
Donne al lavoro nei campi in epoca medievaleLa maggior parte delle donne era però di estrazione sociale inferiore, la cui condizione generale fu decisamente peggiore: non solo l’accesso allo studio era negato, ma spesso la donna era costretta ad una vita di duro lavoro che doveva essere conciliata con l’accudimento personale dei figli e il mantenimento della vita domestica. Castità, umiltà, modestia, sobrietà, silenzio, operosità, misericordia, custodia: furono queste le qualità proposte alla donna almeno dalla fine del XII secolo fino al XV secolo compreso.