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There were 163 high school students from across the state of Alaska who participated in the three-day event, taking tests in math, economics, science, language and literature, art, music and social science last month.

Think women can’t do math? You’re wrong - but new research shows you might not change your mind, even if you get evidence to the contrary.
A study of how men and women perceive each other’s mathematical ability finds that an unconscious bias against women could be skewing hiring decisions and widening the gender gap in math-dependent professions.

The inspiration for the experiment was a 2008 study that analyzed the results of a standardized test of math and verbal abilities taken by 15-year-olds around the world. The results challenged the pernicious stereotype that girls and women are biologically inferior at mathematics.

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Da giovedì 27 marzo a sabato 29 marzo, il progetto DonneTeatroDiritti, in collaborazione con PACTA, mette in scena lo spettacolo MeRita, omaggio a Rita Levi Montalcini, di Cristina Mascia. Regia Oliviero Corbetta, conElena CanoneManuela Grippi, Stefania Rosso e Daniela Vassallo.  Produzione Liberipensatori ‘Paul Valery’.

Rita Levi Montalcini, professoressa, premio Nobel per le neuroscienze nel 1986, senatrice a vita: ha carisma, occhi verdi luminosi e morbidi capelli, una voce melodica ed elegante, la schiena dritta e aristocratica, una profonda attenzione per i prossimi.

Questa ricognizione poetica offre a tutti la possibilità di scoprire gli aspetti più autentici e intimi di una personalità fuori dall’ordinario attraverso eventi narrativi tratti dai suoi scritti di vita reale ed epistolare o dagli autori da lei frequentati direttamente o nella lettura.

Gli spettacoli inizieranno alle ore 21.

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Dirigente dell’ASI, già responsabile del corpo astronauti europeo, Simonetta Di Pippo parla degli obiettivi del movimento “Space Renaissance Italia”.
È la prima donna italiana dello spazio, Simonetta Di Pippo. Lì non ci è mai andata fisicamente (lo farà presto Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana), ma lo spazio è stato e resta oggi la costante della carriera di una professionista di livello internazionale. Con una grande passione per l’esplorazione: ha lavorato ai programmi spaziali della NASA per Marte e al programma Aurora dell’ESA per l’esplorazione del sistema solare, ha diretto il settore di ricerca dell’osservazione dell’universo all’Agenzia spaziale italiana (ASI) e dal 2008 al 2011 è stata alla guida di uno dei più importanti reparti dell’ESA, quello per il Volo Umano, responsabile delle missioni del corpo astronauti europeo. Da tempo è tra i papabili per la presidenza dell’ASI, un possibile nuove primato per la Di Pippo, che è anche presidente di “Women in Aerospace Europe”. Non c’è da stupirsi quindi se Simonetta Di Pippo sia anche tra i sostenitori di “Space Renaissance Italia”, il movimento per promuovere un nuovo rinascimento spaziale attraverso l’espansione della civiltà umana nell’universo. Ne parlerà insieme ai fondatori di Space Renaissance il 22 marzo all’evento di lancio dell’iniziativa alla Città della Scienza di Napoli: sarà il primo grande evento ospitato dal science center dopo il terribile incendio che ha distrutto buona parte della struttura.

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Annalisa Balloi, che già avete potuto ascoltare in una delle nostre interviste sulle professioni del futuro, interverrà domenica 23  marzo, ore 20:10 alla trasmissione di Rai 3 “Che tempo che fa”.

L’intervento di Annalisa Balloi, amministratore delegato di Micro4You, verterà sul connubio api-opere d’arte e sulle ricerche in corso che riguardano i batteri utilizzati sia per salvare gli insetti del miele che le sculture, entrambe vittime dell'inquinamento atmosferico. 

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L'Istituto di statistica dell'UNESCO (UIS) ha recentemente presentato "Women in Science", strumento interattivo che consente di visualizzare i dati statistici sulle donne nel campo della ricerca a livello mondiale. I numeri mostrano quanto le donne siano ancora sottorappresentate in questo ambito in quasi tutti i Paesi del mondo.

Nonostante il numero crescente di donne iscritte all'Università, queste rappresentano solo il 30% dei ricercatori a livello mondiale; inoltre, poche di loro riescono ad accedere ai massimi livelli di carriera. Non mancano però alcune eccezioni interessanti, come il caso della Bolivia, dove le donne rappresentano il 63% dei ricercatori, una percentuale molto più alta rispetto a quella dell'Italia (35%), della Francia (26%) o dell'Etiopia (8%).

Women in Science consente anche di esplorare e confrontare il divario di genere lungo il  percorso scolastico e di carriera.

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