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Conversazione con la prima astronauta italiana della storia, tratta dal libro “Da Baikonur alle stelle – Il Grande Gioco spaziale” (curato da Daniele Lazzeri del Nodo di Gordio e centro studi Vox Populi). Il tomo è stato presentato lo scorso 10 aprile a Roma durante il convegno "C’è spazio per il futuro", patrocinato da Asi, Cnr e Ambasciata della Repubblica del Kazakhstan in Italia
Nel novembre del 2014 sarà la prima donna astronauta italiana a volare nello spazio, raggiungendo la Stazione spaziale internazionale (Iss). Ma Samantha Cristoforetti, nata a Milano benché originaria di Malè in Val di Sole in Trentino, dove è anche cresciuta, assicura di essere stata soprattutto fortunata.

Eppure lei ha superato una selezione, con la scelta di soli 6 astronauti, superando la concorrenza di 8.500 candidati. Un premio alle sue qualità o anche all’impegno italiano nel settore?
Indubbiamente la mia scelta rappresenta un’opportunità offerta all’Italia anche in rapporto al costante impegno del nostro Paese nel settore spaziale, basti pensare a tutta l’attività dell’Agenzia Spaziale Italiana. Un impegno per la stazione spaziale internazionale che procede su due binari, da un lato con l’Agenzia spaziale europea e dall’altro con la Nasa. D’altronde l’Italia è protagonista nella realizzazione degli aspetti logistici, con i moduli dell’Iss.

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