Intervista
Buongiorno Margherita, è da poco che hai lasciato questo mondo e forse, chissà, ora la tua energia è nell’Universo e si fonde con l’energia delle stelle che tanto hai amato… È bello ricordare che sei stata tra noi con la tua grandezza e la tua affabilità, la tua schiettezza e la tua tenacia nell’affrontare e vincere grandi sfide. È forse proprio in questo tuo temperamento che si legge la sportiva oltre che la scienziata.
Lo sport! Sì, la mia grande passione di tutta la vita! Era proprio bello correre all’aria aperta, saltare in alto sentendosi forte ma anche leggera, stancarsi e a volte anche soffrire per raggiungere un risultato, o forse il risultato: quello di migliorarsi e di migliorare le proprie potenzialità, di superare i propri limiti. È questo che la pratica sportiva insegna oltre alla capacità di concentrarsi, di studiare le mosse più opportune da compiere, di allenarsi per rendere i gesti più efficaci, più puliti, più belli!
E più utili…
Ah, sì, certo: più belli, più efficaci quindi anche più utili per prepararsi ad una sana competizione dove vince il migliore o la migliore in ogni ambito. Lo sport è un mezzo eccezionale per acquisire l’abitudine all’autodisciplina, all’esercizio, per raggiungere risultati attraverso le proprie forze e le proprie capacità. Si comprendono i propri limiti e si apprezza il valore altrui oltre al proprio, si impara a fare squadra, a collaborare e a scambiare i ruoli a seconda delle esigenze… Altro che palestre dove si fanno esercizi al chiuso, spesso in solitudine e ripetitivi, senza altro scopo che potenziare i muscoli!
Imparare a fare squadra e a collaborare lealmente è fondamentale per ogni successo e sarebbe tanto necessario anche in politica, oltre che nella vita sociale o nel lavoro.
Lo sport ti ha quindi insegnato anche ad agire politicamente?
Certamente. Quando si impara ad essere consapevoli del valore proprio e di quello degli altri, si impara non solo il rispetto, ma anche l’importanza della dignità. Per questo, accanto ai miei studi, non ho mai tralasciato di partecipare alla vita politica per sollecitare riflessioni contro i pregiudizi e a favore di atteggiamenti etici in ogni azione.
Tu sei nata quasi un secolo fa: non era strano allora che una ragazza praticasse lo sport?
No, al contrario: in quel periodo, che in Italia è poi coinciso con il Fascismo, la pratica dello sport era incentivata dalle correnti pedagogiche più diverse e richiesta per educare uomini e donne ad avere una mens sana in corpore sano, come già pensavano gli antichi Romani e prima di loro i Greci.
In più, i miei genitori erano forse un po’ più aperti della maggioranza dei genitori italiani e mi lasciavano piuttosto libera nelle mie decisioni. Anche in quella di studiare la fisica, che non era certo comune per una ragazza! “Fai ciò per cui ti senti più portata”, mi dissero, ed io lo feci e cominciai ad occuparmi delle stelle!
E cominciasti subito a lavorare ad Arcetri, un luogo attrezzato, ma anche simbolico.
Eccome! L’Osservatorio astronomico di Arcetri, oltre a consentirmi di occuparmi di spettroscopia stellare, mi parlava di Galileo Galilei, che proprio lì morì dopo essere stato condannato dal Sant’Uffizio per le sue teorie sull’eliocentrismo, contrarie alle dottrine della Chiesa. Era un po’ come essere in contatto con lui, rendendogli giustizia nel proseguire i suoi studi e verificando con nuovi strumenti le sue intuizioni.
Poi hai continuato presso l'Osservatorio di Merate, a Trieste e poi ancora in America a Berkeley, Princeton, e in tanti altri paesi come Francia, Olanda, Messico. Inoltre hai pubblicato più di 250 studi originali su riviste scientifiche prestigiosissime. Tu, quale prima donna a dirigere un Osservatorio astronomico, hai ottenuto premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali. Ma la tua vita privata non ha risentito di tutto ciò?
Certo, ne ho fatta di strada… E ne ho fatti di voli in giro per il mondo. Ma non sono stata mai sola: mio marito era con me, sempre. Siamo stati sposati per più di settant’anni! Ne avevo 22 quando mi sono sposata con Aldo e il nostro è stato un amore grande e durevole, basato non solo sull’affetto, ma anche sulla stima e il rispetto reciproci. Credo che solo questo cocktail possa consentire a donne e uomini di avere una vita professionale soddisfacente - o anche sorprendente - senza trascurare il proprio io e privarsi delle gioie della vita privata.
Mio marito ha creduto in me, ha rispettato il mio desiderio di studiare e la mia necessità di viaggiare, oltre che la mia passione nell’insegnare.
Sei stata fortunata! Quante donne oggi rinunciano ai loro sogni e a svolgere una professione per cui pure hanno studiato a causa dell’incomprensione della famiglia, della società o del compagno di vita!
Fortunata… È vero e non era facile e non lo è tuttora incontrare un uomo che non sia assoggettato agli stereotipi dominanti e che pensi in modo libero da pregiudizi.
Ma forse sta anche a noi donne selezionare, imparare a riconoscere e a combattere gli stereotipi che esistono anche dentro di noi. La cultura in cui viviamo ci detta precisi modelli di ruoli e di comportamenti, ci indica cosa possiamo e soprattutto cosa non possiamo/dobbiamo fare e spesso lo fa in modo subdolo, senza che ce ne accorgiamo.
Dobbiamo fare attenzione, quindi, sia ad ascoltarci e a rispettare i nostri sogni anche se al di fuori degli schemi tradizionali, sia ad osservare i segnali che arrivano dalla persona che abbiamo scelto per evitare futuri spiacevoli problemi.
È importante per combattere tali modelli che ci siano esempi, esempi di donne che ce la fanno e che riescono a realizzare i propri sogni.
È vero. Io ho trovato i primi modelli da seguire nei miei genitori. È fondamentale che le ragazze e i ragazzi vedano con i loro occhi che esistono modi diversi da quelli tradizionali che vengono loro presentati dai media, ma anche nell’istruzione. Anche per questo ho dedicato tante energie alla divulgazione dei miei studi e poi anche delle mie esperienze di vita, quelle che mi hanno fatto diventare quella che sono stata: una donna normale che, a differenza di tante altre, ha avuto la possibilità di realizzare i suoi sogni di vita e di lavoro.
Quindi, auguri ragazze, fate squadra e andate avanti! E auguri anche a voi, ragazzi, affinché realizziate i vostri sogni accanto alla persona che amate, consapevoli del suo valore e delle sue capacità, forse diverse, ma proprio per questo fonte di ricchezza nel confronto.