Il suo impegno
Conoscere Margherita Hack significa entrare in contatto con una personalità a tutto tondo che divenne nota non solo per le sue ricerche scientifiche e la sua opera divulgativa ma anche per il suo forte impegno in campo civile, sociale e politico.

La Hack e l’impegno sociale e civile

Nel corso di una parabola della durata di quasi un secolo, la Hack si impegnò sempre per difendere le proprie posizioni, senza temere il giudizio talvolta negativo espresso dalle autorità politiche e religiose: vegetariana, atea, sostenitrice delle coppie gay e dell’eutanasia legale, punto di riferimento dei giovani radicali, la scienziata fiorentina prestò sempre il suo volto e le sue parole per battersi a favori dei diritti civili e sociali.
Sui diritti civili
  • 12 agosto 2010: Margherita Hack fu premiata a Torre del Lago Puccini come personaggio gay dell’anno per la sua attività a favore dei diritti civili e del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. In quell’occasione dichiarò che «da parte di altri paesi è certamente un segno di civiltà. Noi invece siamo un paese arretrato, che non sa cos'è il rispetto della libertà. Il Vaticano è certamente un deterrente che influenza la classe politica, ma la politica non è libera e non ha il coraggio di reagire. E se non reagisce questo significa che è più bacchettona della Chiesa e non sa cos'è il rispetto della libertà altrui».
  • La Hack si schierò a favore della proposta di legge a iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni riguardo all’eutanasia legale: l’astrofisica fiorentina si dichiarò favorevole alla liceità dell’eutanasia e al rifiuto dei trattamenti sanitari.
  • 2011: sottoscrisse il proprio testamento biologico.
Sugli animali
La Hack è sempre stata un animalista convinta e vegetariana sin da bambina: i suoi genitori infatti non mangiavano carne, cosa molto strana all’epoca.
Più volte la scienziata è intervenuta per difendere il vegetarianesimo  che deve essere abbracciato come scelta sia etica che scientifica e ha più volte denunciato gli allevamenti intensivi, dove agli animali sono causate enormi sofferenze e dove le bestie sono sottoposte a trattamenti ormonali che non ne rendono sana la carne. A proposito di carne, la Hack ha dichiarato: «Non la mangerei mai, perché mi sembra veramente atroce uccidere milioni e milioni e milioni di animali... è veramente un'ecatombe ogni giorno sulla terra».
Una scelta che, nel corso degli anni, è stata supportata anche da una visione filosofica del rapporto fra uomini e animali: «Gli animali sono creature di questa terra - raccontava in un’intervista ad Associazione Asia -, sono nostri fratelli e quindi non si devono considerare oggetti a nostra disposizione. Sono esseri viventi, che hanno capacità di amare e soffrire. E quindi dobbiamo trattarli proprio come fratelli minori. Noi abbiamo un cervello più evoluto, più potente. Ma questo non vuol dire che dobbiamo abusare di loro».
Sul nucleare
Riguardo al tema della questione energetica Margherita Hack si è sempre espressa contro la costruzione di centrali nucleari in Italia, ma a favore della ricerca sul nucleare, spiegando che l’Italia non è in grado di mantenere delle centrali. Sostenne perciò l'esistenza di «una paura irrazionale, anche scientifica, per l'energia nucleare», che però «inquinerebbe molto meno dell'energia a petrolio, a metano e a carbone, a cui dovremmo comunque ricorrere». Al contempo sottolineò sempre l’importanza della ricerca anche riguardo alle energie rinnovabili che contribuiscono a soddisfare parte del fabbisogno energetico: «Credo che intanto si dovrebbero sfruttare al massimo le energie rinnovabili, il solare, che è utilizzato più dalla Svezia che dall'Italia, che è il paese del sole. Le rinnovabili non saranno sufficienti per i bisogni sempre crescenti dell'industria, quindi bisognerà per forza ricorrere al nucleare.»
Sull’italiano nelle università
Nella sua ultima intervista, rilasciata a Giorgio Pagano dell'Associazione Radicale Esperanto l'8 giugno 2013, la Hack affermò la sua contrarietà all'utilizzo esclusivo e obbligatorio della lingua inglese nelle università italiane, dichiarando che «non bisogna abbandonare la propria lingua, certi concetti si possono esprimere solo quando una lingua si conosce molto bene come la propria.»

La Hack e l’impegno politico

  • 2005: la fede politica rivolta alla Sinistra rimase sempre forte tanto che la Hack si candidò alle elezioni regionali in Lombardia, all’interno della Lista del Partito dei Comunisti Italiani ottenendo 5634 voi nella città di Milano. Dopo la sua elezione cedette il seggio. Alle elezioni politiche dell’anno successivo si schierò nuovamente al fianco del Partito dei Comunisti Italiani: candidata in molteplici circoscrizioni della Camera, ancor auna volta, dopo essere stata eletta, rinunciò al seggio ottenuto per continuare a dedicarsi all’astronomia.
  • 22 ottobre 2008: durante una manifestazione studentesca, in Piazza Signoria a Firenze, tenne una lezione di astrofisica anche con un accenno veloce agli esperimenti eseguiti al CERN sul bosone di Higgs (scoperto nel 2012 e portatore di forza del campo di Higgs, che permea l’universo conferendo la massa alle particelle elementari). Nella stessa occasione tenne una discussione contro la legge 133/08 sulla pubblica amministrazione.
  • 21 marzo 2009: si candidò alla Lista Anticapitalista per le elezioni europee di giugno come capolista nella Circoscrizione Isole e nella Circoscrizione Nord-Ovest, ma non fu eletta perché la lista non raggiunse la soglia del 4%.
  • Novembre 2009: scrisse sulla rivista MicroMega una lettera aperta all’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riguardo ai procedimenti giudiziari in cui era coinvolto e sul suo presunto tentativo di eluderli.
  • 2011: prese la tessera del partito Democrazia Atea, con cui si candidò alle elezioni politiche del 2013 come capolista alla Camera nella Circoscrizione Veneto 2.
  • Ottobre 2012: sostenne apertamente Nichi Vendola alle elezioni primarie del Centrosinistra, mentre, in fase di ballottaggio tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi, si schierò a favore di quest’ultimo.
  • Aprile 2013: entrò a far parte del comitato “Emma Bonino Presidente” al fine di promuovere la candidatura di Emma Bonino come Presidente della Repubblica Italiana.

La Hack e la religione

Proveniente da una famiglia aderente alla Società teosofica, Margherita Hack si formò da sé una propria opinione circa la religione e sempre si dichiarò atea, tanto da diventare Presidente onorario dell’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti. Le sue posizioni non comportarono però mai il disprezzo nei confronti dei credenti, anzi la scienziata dichiarò che «Gesù è stato certamente la maggior personalità della storia. Il suo insegnamento, se è resistito per 2000 anni, significa che aveva davvero qualcosa di eccezionale: ha trasmesso valori che sono essenziali anche per un non credente».
Inoltre riteneva possibile il dialogo tra scienza e fede: «Scienza e fede possono benissimo convivere. Lo scienziato credente adotterà il metodo scientifico per le sue ricerche e attribuirà la capacità del cervello umano di decifrare l’universo a questa misteriosa entità chiamata Dio, ispiratore della ragione e anche causa ultima del mondo. Il non credente, dal canto suo, prenderà atto del fatto che la materia nelle sue forme più elementari abbia la capacità di aggregarsi e formare atomi e molecole, stelle e pianeti, ed esseri viventi. Ateo e credente possono anche dialogare, a patto che ambedue siano laici, nel senso che rispettano le credenze o le fedi dell’altro senza voler imporre le proprie».
Più duri furono invece gli scontri con il Vaticano che la Hack riteneva un grosso ostacolo alla ricerca scientifica: secondo la scienziata, la Chiesa si era intromessa nelle questioni scientifiche già ai tempi di Galileo e continuava a farlo anche in merito alle più recenti scoperte, come quella delle cellule staminali, promuovendo una vera e propria azione antiscientifica. Ciò che criticò soprattutto furono quelle che lei definiva le ingerenze del Vaticano in tutti i campi dell’esistenza e sottolineò in più occasioni la laicità dello Stato italiano.
La Hack fu però sempre rispettosa del credo altrui ma così amava definirsi rispetto alla religione: “Io sono atea, non credo a Dio. Dio è un’invenzione comoda per spiegare ciò che la scienza non sa spiegare. Non credo all’aldilà, ho sempre pensato solo nell’al di qua. Quando sarò morta le mie particelle svolazzeranno nell’atmosfera terrestre.”