Scoperte e meriti
“L’alchimia serve a separare il vero dal falso” (Paracelso)

Gli ambiti di studio e di ricerca scientifica

Alchimia, chimica e filosofia: sono questi i tre ambiti in cui si focalizzano lo studio e la ricerca di Maria l’Ebrea. Alla più antica alchimista della storia si deve soprattutto l'invenzione di sofisticate apparecchiature sperimentali per la distillazione e la sublimazione e quella di alcune tecniche di laboratorio che vengono utilizzate ancora oggi. Innanzi tutto Maria descrisse la tecnica del bagno di sabbia e del bagno d'olio, come metodi di distillazione, e, sebbene non tutti gli studiosi siano concordi al riguardo, a lei è attribuita anche la scoperta dell’acido idrocloridrico, da noi comunemente conosciuto come acido muriatico, un potentissimo liquido corrosivo.

Le invenzioni

Il bagnomaria
Il bagnomaria, usato ancora oggi in pasticceria Proprio a Maria si deve l’invenzione del famosissimo bagnomaria, Balneum Mariae, ancora oggi usato quotidianamente per la cottura dei cibi.
Si tratta di un sistema per riscaldare, cuocere o distillare indirettamente, il cui scopo è quello di avere un maggior controllo sui risultati quando si ha a che fare con ingredienti particolarmente delicati. Va preparato il composto da sottoporre al trattamento all'interno di un recipiente, quindi si riempie di acqua bollente un altro recipiente di forma e dimensioni adatte a contenere il primo in modo agevole e sicuro. Si mette il primo contenitore all’interno del secondo e quest'ultimo sul fuoco o direttamente in forno. Il calore manterrà in ebollizione l'acqua e questa rilascerà lentamente calore al composto, in modo delicato e ben controllabile.
La tecnica chiede tempi lunghi, ma è comunque molto usata oggi in pasticceria: consente infatti di avere un maggior controllo sul grado di cottura di alcuni composti che altrimenti patirebbero degli sbalzi di calore violento.
Secondo la testimonianza di Zosimo di Panopoli, Maria sperimentò il metodo del bagno in acqua per imitare le condizioni naturali e riscaldare lentamente miscele di varie sostanze (elisir) e produrre in questo modo oro o altri metalli preziosi.
Il tribikos
È un dispositivo di distillazione molto efficace, composto da un recipiente in terracotta, un alambicco per condensare il vapore, tre beccucci di erogazione in rame e diverse ampolle di ricezione in vetro. Le varie parti sono fra loro collegate e isolate mediante un impasto di farina ideato dalla stessa Maria e raffreddate da spugne fredde.
Il kerotakis
Il kerotakis, usato per la sublimazione Si tratta di un'apparecchiatura di riflusso per la sublimazione di sostanze: è composta da un tubo cilindrico nel cui fondo veniva messo del fuoco di carbone; ad una certa altezza vi è un contenitore capace di ospitare del mercurio metallico o dello zolfo, che viene così scaldato senza contatto diretto; in tal modo i vapori prodotti salgono lungo il cilindro fino a raggiungere una capsula con fori sottili in cui è posta la sostanza che deve ricevere i fumi. Il tutto è chiuso da una cupoletta, in cui avviene la condensazione, per circolazione. In questo modo Maria e tutti gli altri alchimisti cercarono di trasformare un metallo volgare in un metallo nobile.
Durante i suoi esperimenti di trasmutazione dei metalli, Maria li esponeva ai vapori continui di arsenico, mercurio e zolfo fino a che liberavano il solfuro nero, noto per l’appunto come il "nero di Maria", ritenuto il primo stadio della trasmutazione, seguito dalla produzione di una lega simile all'oro se si continuava a riscaldare.
L’alchimia come base della futura chimica
Attraverso i suoi esperimenti e le relative trattazioni teoriche, Maria gettò le prime basi per la futura nascita della chimica moderna. Quest’ultima però non va considerata prosieguo diretto dell’alchimia, ma è sicuramente le è legata. Identico è infatti l’oggetto di studio: la materia e le sue trasformazioni. È perciò indubbio il contributo apportato dall’alchimia nei confronti della chimica, ma differenti sono i metodi usati e la diffusione delle scoperte.
L’alchimia fu una sorta di filosofia mistica, intrisa di elementi magici, mentre la chimica studia le relazioni esistenti tra la struttura microscopica e le proprietà macroscopiche delle sostanze.
Inoltre le teorie e i processi alchemici sono divulgati attraverso un linguaggio oscuro e quindi sono per loro stessa natura patrimonio di pochi, invece la ricerca chimica deve contribuire al processo generale della conoscenza della materia, perciò le scoperte in campo chimico furono e sono tuttora divulgate proprio con lo scopo di contribuire al generale miglioramento delle condizioni di vita.
  ALCHIMIA CHIMICA
     
Oggetto di studio Materia e sue trasformazioni

Materia e sue trasformazioni

Metodo Ricorso alla filosofia e all’esoterismo Metodo quantitativo e scientifico
Tipo di scopo Scopi pratici e tecnologici Scopi scientifici e tecnologici
Obiettivo ricerche Ricerca della pietra filosofale e trasformazione dei metalli in oro Relazioni esistenti fra struttura microscopica e proprietà macroscopica delle sostanze e miglioramento delle condizioni di vita
Modalità di diffusione scoperte Linguaggio enigmatico e oscuro Linguaggio scientifico
Destinatari Pochi eletti Intera popolazione